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Il comune di Fara Novarese appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Novara

Chiesa di San Pietro e San Paolo (Sec. XI)

Nome Descrizione
Indirizzo Via Migliavacca (c/o Cimitero Comunale)
Telefono 0321.829590
Pubblicazioni Angelo L. Stoppa, Fara Novarese, terra di collina, Novara 1979
Alberto Demarchi, Storia, personaggi e tradizioni di Fara Novarese, Novara 1984
Alberto Demarchi, Protestanti, cattolicie e memorie di vita farese, Novara 1992
Alberto Demarchi, Luoghi di culto a Fara Novarese, Novara 1995
Alberto Demarchi, Fara Novarese. Cronaca dall'Ottocento ai giorni nostri, Oleggio 1998
Alberto Demarchi, Annali di Fara dal 902 al 1999, a cura del Centro Studi Fara Langobardorum, quadernetto n.3, Fara Noverese 1999

Alberto Demarchi, Fara Novarese, immagini vecchie e nuove, a cura del Centro Studi Fara Langobardorum, quadernetto n.9, Fara Noverese 2001
AA.VV., Alla scoperta di antichi Oratori Campestri..., Novara 2003
L'antica Chiesa Parrocchiale la troviamo nominata in una pergamena dell'anno 1157.
Fino alla metà del 1500 è stata la Chiesa Parrocchiale della comunità di Fara. All'interno si possono ammirare degli affreschi del XV secolo.
Particolarmente interessanti i dieci pannelli che rappresentano il ciclo dei mesi, strettamente connesso allo svolgersi dell'anno solare e legato al lavoro dei contadini.

Gli affreschi interni della chiesa dei Santi Pietro e Paolo

A cura di Alberto Demarchi


L'interno della chiesa romanica dei Santi Pietro e Paolo, collocata ora nel cimitero, è impreziosito da una serie di affreschi di notevole importanza storica e artistica, dipinti nel corso del secolo XV.
Nella tazza dell'abside è raffigurato il Cristo Pantocrate, che con la mano sinistra regge il libro della vita, mentre tiene spiegati l'indice ed il medio della mano destra, quasi in atto di comando.
Il Cristo è assiso nel nimbo a mandorla che simboleggia il Paradiso, attorniato dai Simboli dei quattro Evangelisti: l'Aquila, il Leone alato, L'angelo e il Vitello alato.
Una fascia composta dagli Apostoli, ritti in piedi, contraddistinti dai "Titula" oggi illeggibili e dai rispettivi simboli iconografici, riempie il centro del catino absidale.
Alla serie di Apostoli mancano due figure, rimosse nel 1875 nel corso dei restauri per portare alla luce le due monofore originali della struttura romanica. Nella zona inferiore del catino absidale, delimitata da due fasce di colore rosso e nero, si trova un secondo ciclo di affreschi.
Sono dieci pannelli, divisi uno dall'altro da un alberello, che illustrano i costumi, le attività, il modo di vivere dei nostri antenati nel XV secolo.
Rappresentano il ciclo dei mesi, strettamente connesso allo svolgersi dell'anno solare e legato al lavoro dei contadini. I mesi vanno da aprile a gennaio.

  1. Aprile è rappresentato da un giovane biondo, con una tunica rosso arancio, che stringe nelle mani due pianticelle.

  2. Maggio la figura più elegante del cicli. Un nobiluomo, vestito con una lunga tunica verde, in groppa ad un soperbo cavallo arabo, va a caccia con il falco

  3. Giugno: un giovane contadino con una corta tunica bianca, in mezzo ad un campo, sta mietendo il grano

  4. Luglio: un giovane contadino, vestito con la stessa corta tunica bianca, sull'aia, sta trebbianto il grano con il correggiato

  5. Agosto: un bottaio, con una corta tunica rossa, sta fissando i cerchi di ferro di una botte

  6. Settembre: un contadino, vestito con una corta tunica chiara allacciata da bottoni, con le gambe nude, pigia l'uva nel grande tino, appoggiandosi con la mano destra al bordo

  7. Ottobre: un giovane con una corta veste di colore verde, con una lunga pertica butta giù le castagne dall'albero. Sono ben visibili i ricci marroni fra le foglie verdi

  8. Novembre: un uomo, con una corta tunica rossa protetta da un grembiule bianco legato attorno alla vita, sta squartando un maiale morto appeso a dei pioli per le gambe posteriori

  9. Dicembre: un macellaio, con tunica bianca su calze rosse, tiene una mazza di legno sollevata sopra la testa, nell'atto di abbatterla sul capo di un vitello, legato con una corda attorno al collo in modo che non possa abbassare la testa

  10. Gennaio: una donna è seduta in una poltrona rotonda. La donna ha le mani protese verso la fiamma del focolare nell'atto di volerle scaldare. Alla catena del camino è appesa una pentola di bronzo con tre piedini.

Tratto da:
" Percorsi, Storia e Documenti Artistici del Novarese
Paesi fra Collina e Sesia - Vol. 8 "
Provincia di Novara - 1995