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L'età Barocca: il '600 e il '700

Fara, nel secolo XVII, sopportò molte sventure a causa dei continui alloggiamenti di truppe alemanne, francesi e spagnole che si avvicendarono a causa delle continue guerre di quegli anni. Nel 1645 Fara subì un terribile saccheggio da parte delle truppe francesi comandate dal principe Tommaso di Savoia. Il saccheggio durò ben 17 giorni, dal 4 al 21 settembre.
I soldati francesi presero tutto: cereali, vino, bestiame, lingerie, vestiti e attrezzi agricoli. Non rispettarono neanche la chiesa che venne spogliata di tutti gli arredi sacri e delle suppellettili. Il 9 novembre del 1653 le truppe francesi comandate dal marchese Villa spogliarono il paese e la chiesa con un nuovo saccheggio.
Nel secolo XVII a Fara si fermarono per molto tempo i soldati spagnoli. Come loro ricordo lasciarono il cognome Spagnolino, che indicava genericamente il figlio nato da uno Spagnolo e da una donna di Fara. In quegli anni era così grande l'influenza degli Spagnoli stazionati e dominanti in questo paese che anche il vice parroco Francisco Sanchez era uno spagnolo. Addirittura i registri parrocchiali erano scritti in spagnolo.
Nonostante queste grandi sventure, nel secolo XVII, i Faresi trovano la forza e i mezzi per costruire la nuova Chiesa Parrocchiale. A volere in modo autorevole e perentorio la costruzione della nuova chiesa fu Carlo Bascapè, vescovo di Novara dal 1593 al 1615. Il 29 novembre 1599, il vescovo si recò personalmente a vedere dove si poteva costruire la chiesa. Alla fine, per la ristrettezza del posto, il vescovo Bascapè concesse di costruire la chiesa con orientamento opposto a quello canonico, che voleva le chiese rivolte verso oriente.
La nuova chiesa fu derivata dall'ampliamento dell'antica chiesa dedicata ai Santi Martiri Fabiano e Sebastiano. Il progetto è dell'architetto, frate cappuccino, Cleto da Castelletto Ticino (1556 - 1618), costruttore di molte chiede e conventi del Sacro Monte di San Francesco da Orta.
La costruzione della chiesa durò circa 15 anni, dal 1601 al 1616. La facciata a capanna è preceduta da un portico sorretto da sei colonne di granito. Nella lunetta sopra il portale d'ingresso, nel 1621, il pittore valsesiano Cristoforo Martinolio, detto il Rocca di Roccapietra, allievo del Morazzone, ha dipinto le figure dei Santi Sebastiano (soldato romano) e Fabiano (pontefice).
L'interno è a tre navate, quella di mezzo è più alta delle due laterali. Le volte e gli archi sono sotenuti da due gruppi di tre snelle colonne di serizzo rivestite di stucco marmorizzato. La chiesa, dipinta negli anni 1887 . 1888 dal pittore pavese Paolo Maggi, conserva ancora una mirabile freschezza di colori.
L'Altare Maggiore in pregiati marmi policromi, ha reggiunto la sua forma definitiva nel secolo XVII per opera di diversi maestri del marmo. L'altare è sormontato da un bel tempietto sostenuto da sei colonne. Sulla cima del tempietto vi è una piccola statua del Redentore. Nella navata meridionale vi è la cappella della Beata Vergine del Rosario. E' stata costruita nel 1701, L'altare in marmo è stato realizzato nel 1706 dal marmorino Marco Mauro su disegno di Romanatti. Nella nicchia vi è una cappella di San Damiano, eretta nel 1745.
Nel 1797, dietro la cappella, si iniziò a costruire lo Scurolo di San Damiano, ultimato nel 1801. E' opera dell'architetto Luigi Orelli di Novara e le decorazioni si devono al pittore Gaudenzio Prinetti di Novara.
Vicino alla facciata vi è un grazioso battistero a cupola, a pianta esagonale, costruito nel 1903 su progetto del geometra Reale. Nella navata settentrionale vi è la cappella di Sant'Antonio raffigurato da una bella statua di legno dipinto. Segue poi la cappella del Santo Crocifisso, costruita nel 1756. L'altare è del 1758, opera del marmorino Giuseppe Buzzi.
Nel coro, in mezzo alle due finestre, vi è un grande dipinto dai colori molto scuri che rappresenta l'Assunzione di Maria Vergine. Ai suoi piedi sono raffigurati i Santi Pietro e Paolo e i Santi Fabiano e Sebastiano. Il quedro contornato da una bella cornice di marmo nero e misto di Francia, con un bel fregio al centro di ogni lato. Misura, compresa la cornire, 4.50 mt. in altezza e 3.60 in larghezza. E' stato dipinto nel 1729 da Giuseppe Antonio Tosi detto il Cuzzio, nato ad Oleggio.
Annesso alla chiesa Parrocchiale vi è l'antico Oratorio di Santa Marta.





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